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Claudio Cojaniz & Alessandro Turchet, Madeleine , Caligola Records  2024

Detto sinceramente, per far pace con le nuove proposte sedicenti jazzistiche occorre non di rado ricorrere all’ascolto di artisti che non hanno necessità di chiedere visibilità né di sentir parlare di se stessi per chiedere plauso: Claudio Cojaniz certamente non ha bisogno di tutto ciò e suona da pianista libero da qualunque intrigo, sceglie di comporre ciò che gli aggrada e lo dipana con chi crede, in questo caso con l’elegante contrabbassista Alessandro Turchet, partner perfetto per le atmosfere che da anni il Nostro intende in rigore formale e prezioso equilibrio armonico.

L’album è un dialogo tra strumentisti decisi, le cui giuste misure convergono in attimi di grande forza espressiva, di interpretazioni dal tenue ma deciso carattere emotivo evidenziato da toni differenti, variabili intuitive che, sempre coerenti, assumono aspetti temperati e poetici, senz’altro meditati ed elegantemente moderati da un flou romantico di segno ben riconoscibile (Acqua marina e Guadalupe) nella piacevole, naturale vaghezza di Cojaniz, particolarmente percettiva nei toni assorti e nelle evoluzioni profonde ed espressive di un pianismo raffinato che non cede mai al narcisismo ma che anzi invita a riflessioni, sottolineate da una “voce” densa di dettagli cromatici (Buena Suerte), del resto la stessa del suo comprimario Turchet, attento nel dispiegare, con netta propensione all’improvvisazione, temi e dinamiche che ben s’accordano con l’animo contemporaneo di un Jazz fluido, pensoso, morbido e gentile.

Sette composizioni originali sussurrate con un blues suggestivo che trova piena Aria nel brano finale dell’album, un teso e intimo ‘Round Midnight portato a nuova vita, un lunare omaggio ai colori del maestro Thelonious Monk, ispiratore di umori tonici e distonici quanto mai accentuati in chiave Jazz. Da un angolo visuale forse personale mi sento d’intendere Madeleine come i dolcetti a conchiglia di Marcel Proust nel celebre episodio della “Ricerca del tempo perduto”, originale scrittura cameristica di processi interiori, di una memoria che si muove tra passioni e luoghi della mente ove  considerare la forza trascinante che muove la felicità musicale di un artista sempre pronto a comunicare onde naturali e coinvolgenti.

Fabrizio Ciccarelli

Claudio Cojaniz (piano)

Alessandro Turchet (double bass)

1) Heraklia

2) Acqua marina

3) Guadalupe

4) Buena suerte

5) Camilandia

6) Madeleine

7) Big Sur

8) ‘Round Midnight (Thelonious Monk)

All compositions, unless otherwise noted, by Claudio Cojaniz

# in ascolto su https://open.spotify.com/intl-it/album/6M7Z675HiW4uWozEA4p4pH

 

 

 

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